Sequenza numero tre.

Primo: non prenderle.

Quando studi la disciplina Shinseikai ti accorgi di molte cose che, normalmente, tendono ad essere date per scontate, e quindi sottovalutate: una buona (ottima) guardia può aumentare le tue possibilità di rimanere in piedi, la capacità di nascondere le tue difficoltà (un respiro rumoroso indica stanchezza tanto quanto le vituperate mani sui fianchi), affrontare il tuo avversario (o il tuo sparring partner) con strategia e tattica giusta, e molto altro ancora.
L’aver osservato un frammento di lezione privata, erogata dal Sensei, mi ha dato la possibilità di rubare con gli occhi alcune tecniche di difesa efficaci ed il loro posizionamento in priorità. Uno sport a contatto pieno prevede, appunto, il contatto, ed è (credo) inevitabile ricevere tecniche che l’avversario è ben felice di propinare tanto quanto te.
L’esempio che si è impresso nella mia mente riguardava la difesa da una delle tecniche base, un  mawashi geri gedan (calcio circolare basso). Mi permetto di riportare le priorità (in ordine inverso, dalla più bassa alla più alta) elencate dal Sensei:

Priorità Due: effettuare uno squat (piegamento verso il basso) della gamba in difesa per ammortizzare e diminuire – se possibile – l’impatto proveniente dal sune (tibia, verso il ginocchio) sull’area interessata. Ma ne esiste una migliore.

Priorità Uno: effettuare un sune uke, richiamando appropriatamente la gamba in difesa al corpo con una direzione di 45° rispetto alla tecnica di attacco, che allo stesso tempo ammortizza e devia il colpo rendendolo inefficace. Ma ne esiste una migliore.

Priorità Zero: effettuare un sabaki, scattando all’indietro con una spinta proveniente dalla gamba avanzata (mae), mandando a vuoto l’avversario e lasciandoci pronti per una possibile e rapida tecnica di attacco.

E’ bello scoprire – ogni volta – che lo studio di un’arte marziale basata sulla disciplina del corpo e della mente, basata sulla formazione di un gruppo coeso e pronto ad aiutare i membri che ne hanno bisogno e soprattutto basata sullo spirito giusto cerca di evitare – sempre – il contatto inutile. Forse è proprio vero. Il sabaki è movimento, controllo, e preparazione della prossima mossa, qualcosa che può esserci utile nella vita di tutti i giorni.
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