Circuit loop

Altro giorno, altro giro, altro regalo…

I chiaccheroni chiacchierano, i lamentosi si lamentano, e noi facciamo circuiti su circuiti su circuiti. 
I circuiti con i quali abbiamo iniziato l’anno accademico 2013/2014 hanno i nomi di deità antiche, non sempre corrispondenti alle aree di influenza delle deità stesse (Afrodite, Dione, Venere) e che, conseguentemente, ci lasciano senza parole. Intendo, senza fiato. Dopo decine, centinaia di burpees, addominali e squats la testa non ne può più, e il corpo sembra essere andato via e non in vacanza.

Ce li sogniamo di notte, i circuiti. O almeno ci appaiono tra un ronfo e l’altro, e quando ci si alza per andare al lavoro (sì, lo sappiamo, siamo homo abilis fortunati) lo specchio ci urla addosso tutta la nostra umana caducità mostrando un cencio centrifugato anziché un giovane (?) virgulto pronto per azzannare la giornata come prossima profumata preda.

I sogni, poi, sono parzialmente indipendenti dal nostro lato conscio (peraltro rullocompresso da molteplici circuiti), e si popolano di strane situazioni dove immaginiamo circuiti di training da affrontare nella realtà, nei stessi sogni e in quel breve periodo tra sonno e veglia dove tutto è possibile e nulla quasi mai si avvera. 

Ne elenchiamo solo alcuni – ispirati alla mitologia norrena – per vostra informazione, referenza futura e oscuri presagi di prossime sventure.

Circuito Thor:

Dopo una sequenza impressionante di flessioni seiken e torture di Tullio, imposte in maniera seriale, non si fa pausa e tutti gli avventori, avventurieri e studenti Shinseikai vengono colpiti – vivi, ovviamente – con degli enormi martelli in pietra vulcanica nelle tre zone-obiettivo dei mjolnir che sapientemente attendono il turno di ogni malcapitato: gedan, chudan, jodan. Alla fine del circuito ti accorgi che non erano i martelli di Asgard, ma le gambe del Sensei rosso.

Circuito Loki:

Circuito ingannatore e foriero di tradimento e astuzia. Inizia piano, con sequenze di addominali e piegamenti, poi aumenta in maniera repentina con esercizi di potenziamento, fino ad arrivare ad una annunciata pausa di 5 minuti. Che non sono tali (scherzetto!), perché si ricomincia subito con 10 minuti consecutivi di burpees con salto atletico finale e camminata sui carboni ardenti.

Circuito Odino:

Circuito per anziani, sembra un circuito tranquillo e alla portata di cinquantenni pavidi e così viene eseguito fino a che viene paventato il Ragnarok, dove i cinquantenni panzuti vengono chiamati alla battaglia finale (il kumite) che consentirà loro di combattere, morire e rinascere come cinture bianche. Shinseikai, ovviamente.

Circuito Hockenheim:

Combinazione dei circuiti Thor, Loki e Odino, ma eseguiti con una media di 311 Km/h senza KERS, senza bandiere gialle e pit-stop per cambiare le gomme che, ovviamente, sono state efficienti solamente il primo giro.

Meglio non lamentarsi. Ci potrebbe capitare un circuito Inferno di Dante Alighieri, e si potrebbe non uscire a riveder le stelle

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