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E’ settembre, estate ritardata per qualche centilitro profuso in più, non ci sono più le stagioni intere, splendide e gonfie nuvole coprono opportunamente quell’enorme cosa sgargiante in cielo (dicono che sia una stella piccola, sic) che mi causa continua perspirazione rapace, pelle fiordifragola e stadio di irritazione dell’umore a 73. Il massimo è 100.

Guardo una foto immaginaria dei miei figli.

La bella Melissa sta recuperando dopo un delicato intervento neurochirurgico. Ogni tanto le scrivo qualche riga minimalista con poco senso, come quando cercavi di parlare ad una ragazza e l’emozione ti felpava gli organi vocali. La bella Melissa. Mi riguardo le tue foto di quando eri minuscola e vorrei tornare indietro per tenerti di nuovo in braccio, o forse per rincorrerti quando scappavi via.

Mirco il magro lavora senza ferie, quando lo incontro nel corridoio le nostre conversazioni sono improntate alla gioventudine di parole che pronunzio e di cui non capisco il significato, ma almeno vengono intercettate e credo elaborate con i criteri dell’odierno interloquire:  “Daje! Scialla! Presa a male! Mai ‘na gioia.”. Non so quel che dico, ma almeno dico qualcosa di moderno.

Alex il sinuoso, chissà a cosa pensi. Mi sono divertito un mondo a fotografarlo, come per catturare l’istante in cui il nostro sguardo si incrocia e metterlo nel salvadanaio dei ricordi. Alex, talk to me. Altrimenti sarò costretto a fare come il Buonarroti e scolpire una statua, pretendendo di farla parlare.
Il problema è che non riuscirei a scolpirti così come sei, dovrei chiamare qualche professionista della plasticità corporea.

Lara la nibelunga, come farò ad accompagnarti da qualche parte senza portare Taser, scacciamosconi, asce modello “Shining” e deterrenti vari? Farai strage di cuori, incluso il mio. Oramai stai camminando con le tue gambe, e vista la lunghezza delle stesse sei già al di fuori del mio spettro presbiopico-miopico-astigmatico-stronzo.

E’ settembre, l’anno accademico Shinseikai è ricominciato, e ogni inizio d’anno sale la stessa impressione di settembre: inadeguatezza, dubbi di tenuta fisica e mentale, concentrazione viscosa, percorso in salita, allenamento estivo che sembrava sufficiente ed invece lo era con la Brassica Oleracea (cfr. Wikipedia).

Ci vediamo al Dojo.

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