Baby steps.

Gli specchi del Dojo si limitano – silenziosi – a riflettere figure che scattano velocemente, e che sembrano rallentare per dar luogo ad un nuovo guizzo. I suoni sono sincronizzati ai movimenti, amplificati dal riverbero della sala adibita a Dojo e dagli allenamenti passati. Mi guardo ad uno degli specchi con l’angolo di un’occhiata sbilenca. […]

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